"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -

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Utente: Poetapunk
Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo, chi s'è bruciato non riprende fuoco. Ho puntato sulla dama di picche, e ho giocato l'asso di quadri. - Sergej Esenin -

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sabato, 31 marzo 2007

Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Mio caro, tu sei nel mio cuore.
Il distacco predestinato
Promette un incontro futuro.

Arrivederci, amico mio, senza saluto, senza parole,
Non essere triste e non aggrottare le sopracciglia, -
In questa vita morire non è cosa nuova,
Ma anche vivere, certamente, non è novità.

Sergej A. Esenin, 27 dicembre 1925



Questi versi sono gli ultimi attribuiti a Esenin. Li scrisse il 27 dicembre. Venne trovato il 28 dicembre, verso le 10-11 di mattina, impiccato con una cinghia al tubo della stufa, in una stanza dell'Hotel Angleterre in Ulica Bol'šaja Morskaja n. 39, a Leningrado.

Sono scritti col sangue. Il suo sangue.

Ho scelto la traduzione dal russo di Eridano Bazzarelli, ed. Bur, 2000 "Poesie e Poemetti", scartando la traduzione che si può trovare su Wikipedia e quella che si può trovare sullo splendido sito del poeta Massimo Rossi. La traduzione di Bazzarelli mi piace molto di più. Specialmente gli ultimi 2 versi.

Sono diverse le storie, leggende, dietro la morte di Esenin, il Poeta Teppista, il poeta dei malavitosi, della campagna, dei contadini.
Mi colpì parecchio leggere Varlam Šalamov: nei "Racconti della Kolyma", Esenin trovava posto nella vita quotidiana dei malavitosi finiti in gulag a scontare le loro pene contro lo stato. I versi di Esenin venivano tatuati sul corpo, citati, masticati e ricordati. In un mondo, quello del gulag, in cui null'altro era importante se non la sopravvivenza, al freddo, alle vessazioni, alle violenze fisiche e mentali, i versi di Esenin erano portati con orgoglio, incisi sul corpo.

Ebbene, Esenin si suicidò. O venne fatto suicidare. Si suicidò, per la Russia, nonostante sul suo corpo vennero trovati un taglio sul braccio destro (dal quale, secondo le testimonianze, egli estrasse il sangue per l'ultimo 'addio'), escoriazioni e una tumefazione sotto l'occhio sinistro.


Il referto medico indicava che la morte avvenne a causa della rottura della spina dorsale. Nella biografia del Bazzarelli, si legge "La stanza era comunque tutta sporca di sangue".

Un suicidio molto truculento. Era nato il 21 settembre 1895, cioè il 3 ottobre del calendario europeo.

Postato da: Poetapunk a 17:52 | link | commenti (1)
venezia, versi, copyright, artisticamente parlando, sul suicidio

Quest'oggi sono stato in libreria..
ho scoperto che fino al 15 aprile, la Mondadori è in sconto del 30%..
ergo mi sono dato da fare..
sono uscito con:
- Notturno, Gabriele d'Annunzio
- Ossi di seppia, Eugenio Montale
- Vita d'uomo, Giuseppe Ungaretti
- Niente di nuovo sul fronte occidentale, Erich Maria Remarque

e l'art dossier sul Simbolismo..








Postato da: Poetapunk a 13:50 | link | commenti (2)
inchiostro, artisticamente parlando

E' tornata la connessione..

questo significherà che tornerò ad avere le occhiaie..
chi vuol intendere, intenda..


Questa è una mail-lettera da una persona cara..
la sera prima della mia laurea, ovvero mercoledì..

mi sono laureato giovedì 29 marzo, 2007, in Filosofia..
110 e lode..
l'univesità italiana è un declino..



Ti immagino nel silenzio della notte con lo sguardo fisso al soffitto.
Pensi, e nel buoi le idee si colorano dei toni più disparati...
Nelle ora più inquiete della notte a volte tutte le piccole cose si
ingigantiscono e prendono vita; i bambini lo hanno sempre saputo, ma nessuno
gli ha mai dato ascolto...
Ti strofini le guance ruvide di barba (spero che tu l'abbia ancora anche se
sei andato dal barbiere), e intanto pensi a domani. Quale vestito metterai;
che cosa dovrai dire; che faccia farai quando tutto sarà finito; la
soddisfazione e in questo momento probabilmento anche il menefreghismo che
ti perseguita... Ormai è fatta; i giochi si sono conclusi. Già... Ma in
fondo hai paura, sei spaventato. E' un passo importante e che comunque ti
condiziona. Possiamo anche dire che è un pezzo di carta, ma è un pezzo di
carta che vale qualcosa, è un pezzo di carta che ti fa capire che tu vali
molto.
Non so cosa si possa provare, non so che cosa proverai tu domani, se non
soddisfazione.
Domani potrai dire che sarà un giono normale, ma in realtà domani sarà un
giorno speciale come tutti gli altri. Un giorno speciale per te, per me, per
chi c'è stato e per chi ci sarà, per tutti i sette miliardi di abitanti del
pianeta.
Ma per te, spero che sia un giorno felice, uno di quei giori in cui ti
sentirai glorioso... Domani sarà un giorno così...
A volte la vita sembra in maniera diversa, ma è l'agitazione che te la fa
vivere così...
Aspettare inermi in una sorta di limbo, senza poter chiedere quanto c’è dato
avere. Camminare su e giù per una sorta di sala d’attesa immaginaria,
sperando che qualcosa si muova nella silenziosa attesa fatta di pensieri e
noia.
La vita è fatta di corse e di pause, ritmi e riti che dobbiamo rispettare..
Sto divagando, lo so...
Mi rendo conto del fatto che sono una persona terribile a volte... Sono una
bambina capricciosa e nevrotica... Ma i bambini vedono i giocattoli muoversi
di notte, e io vedo ciò che si agita la notte nella testa delle persone che
conosco (qua c'è un po' di presunzione!)..
Ora è già tardi, e i miei occhi sono stanchi. Domani mattina mi sveglierò
molto presto. Il tempo per scrivere è terminato.
Posso ora solo stare in silenzio e guardare il soffitto di una camera che
tra poche ora non mi apparterrà più... e questo un po' mi dispiace...
Un bacio e un "in bocca al lupo!", anche se so che non ne avrai bisogno!

Ele*

P.S. tanto sappiamo tutti che spacchierai domani!!!
P.P.S. I docenti, non valutano il taglio dei capelli... Mi dispiace dover
essere io a dirti questa cosa terribile... Ciao!

Postato da: Poetapunk a 13:10 | link | commenti (1)
memento, inchiostro

lunedì, 05 marzo 2007

17 gennaio 2007: il gione ed ingenuo Poeta accetta la nuova proposta di Telecom..gli viene assicurato che non gli verrà staccata la connessione e che, entro 10 giorni massimi, avrebbe ricevuto videotelefono e modem nuovi.

5 marzo 2007: l'ingenuità è scomparsa per fare posto al disprezzo ed all'odio per la Telecom, che non ha ancora attivato né la connessione internet né ha inviato il modem e videotelefono. Questo nonostante quasi quotidianamente da casa Poeta partano telefonate rissose, gentili, disperate verso quel maledetto 187.

Pensate per caso che la Telecom mi stia prendendo per i fondelli???

ODIO LA TELECOM..

 

Postato da: Poetapunk a 11:39 | link | commenti (7)

Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli e di buoi
sui fatti miei sui fatti tuoi

e al dio degli inglesi non credere mai.

E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in "Coda di lupo"
cambiai il mio pony con un cavallo muto

e al loro dio perdente non credere mai

E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa
crocifisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema

e al loro dio goloso non credere mai.

E forse avevo diciott'anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai

e al dio della scala non credere mai.

Poi tornammo in Brianza per l'apertura della caccia al bisonte
ci fecero l'esame dell'alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
- Per la caccia al bisonte - disse - Il numero è chiuso.

E a un Dio a lieto fine non credere mai.

Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn
capelli corti generale ci parlò all'università
dei fratelli tutte blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace

e a un dio fatti il culo non credere mai.

E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria

e a un dio senza fiato non credere mai.


Coda di lupo
-F. De André-

Postato da: Poetapunk a 09:23 | link | commenti (1)
musicalmente parlando