"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce,
a se stessa non bada,
che tu la guardi non chiede"
- Angelo Silesio -
Eccomi
Nome: Andrea Guareschi Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
Io pensavo che il cuore dimenticasse
La facile capacità di soffrire,
Dicevo: quel che è stato
Non tornerà più! Più non tornerà!
Sono passati gli entusiasmi, e le tristezze,
E i sogni dalle ali leggere...
Ma ecco che essi di nuovo incominciano a tremare
Davanti al possente dominio della bellezza.
Aleksàndr Sergeevič Puškin (1835)
Il pezzo non ha un titolo, perché era solamente un abbozzo. Un semplice abbozzo.
'Chi è dunque l'imbecille [. . .] che tratta con tanta leggerezza il Sonetto da non vederne la bellezza pitagorica? Perché la forma è costrittiva, l'idea sgorga più intensa [plus intense]. [. . .] Avete osservato che un pezzo di cielo, colto attraverso uno spiraglio, o tra due comignoli, due rocce, o un porticato ecc., dava un'idea più profonda dell'infinito che un gran panorama visto dall'alto di una montagna? Quanto alle poesie lunghe, so bene che cosa bisogni pensarne; sono la risorsa di chi non sa scriverne di brevi.
Tutto ciò che supera la lunghezza dell'attenzione che l'essere umano può prestare alla forma poetica non costituisce una poesia [poème].'
Charles Baudelaire, lettera del 18 febbraio 1860 al critico letterario Armand Fraisse.
Quindi, caro Alessandro Manzoni, è definitivo: Il cinque maggio è cacca!!!
Guillame Apollinaire, tratto da Poesia del 9 febbraio 1915:
Riconosciti Sei tu questa adorabile persona sotto il grande cappello di paglia
Ecco l'ovale del tuo viso Occhio Naso
Bocca Il tuo delizioso collo un poco più in basso il tuo cuore che batte
Ecco infine l'imperfetta immagine del tuo adorato busto visto come attraverso una nuvola.
Questo piccolo progetto forse uscirà solo a Parma.
Testo + foglia raccolta dalla strada.
Il lavoraccio è la scrittura. Ogni foglia richiede parecchio tempo.
Domenica 11.11.2007
Piccola festa di paese, a Bareggio, pochi km prima di Magenta, nel milanese, per festeggiare il patrono della comunità, San Martino.
Ero lì col mio gruppo di ricostruzione storica in quanto ingaggiati come figuranti germanici.
Vengo a sapere che uno sbirro ha ucciso un giovane tifoso. Ad un'area di servizio. In una autostrada.
Cavolo! dico.
Entro le ore 21, tornato a casa, passando per la tangenziale milanese affollata di macchine, con qualche volante della polizia lanciata a grande velocità, ed ascoltato il giornale radio che informava della vicenda vengo a conoscenza del fatto.
Uno sbirro ha ucciso un giovane tifoso della Lazio, ad un'area di servizio, in una autostrada. In più, l'area di servizio in cui lo sbirro ha sparata non coincideva con l'area di servizio in cui il giovane tifoso è stato colpito. No. Erano in due aree di servizio diverse, una di fronte all'altra, come è spesso in autostrada.
Meglio ancora: era in corso una collutazione tra più persone nell'area di servizio in cui è morto il tifoso. Nell'altra area di servizio, una volante della polizia s'è accorta della cosa, e non si sa bene perché, se per impaurire i litiganti o che, sono stati sparati due colpi.
Il giovane tifoso è morto per un colpo di pistola. Sparato da non so quanti metri di distanza, ma davvero tanti per colpire con una pistola un uomo ed ucciderlo.
Ma non sono un esperto di balistica. Né conosco i fatti.
Opinione: grande cordoglio per la famiglia, per il fratello che è giustamente devastato ed arrabbiato, che chiede giustizia e che deve averla per un ragazzo morto a 28 anni in un area di servizio.
[ma aggiungerei: io chiedo giustizia verso le donne che scendono in piazza, in scenate teatrali ed aggressive per difendere i loro mariti accusati di violenza, furto, assassinio, spaccio..ma è altra storia]
E' morto un ragazzo e qualcuno l'ha ucciso. Questo è il fatto, duro, forte.Un ragazzo di 28 anni è morto in queste circostanze.
Ma Roma brucia. Milano era in balìa di 500 (1000?) tifosi del Giuoco Calcio. Bergamo. Parma. Quante altre città?
Perché per questi signori non è morto un ragazzo di 28 anni. No.
E' morto un tifoso.
Ucciso da uno sbirro. Sbirro nero sbirro maledetto la fiamma sul berretto te l'accendiamo noi..come cantano i paladini della libertà del massacrarsi in amicizia del distruggere ogni cosa perché la squadra ha perso dell'accoltellarsi perché hai una sciarpa diversa dalla mia.
La stazione di Parma è stata devastata 2 volte dai signori tifosi del Catania. Non fosse già che quel nome è per me una fitta al cuore, in quanto legato all'amore più puro e forte. Si aggiunge il disprezzo per questi signori.
Quel ragazzo non aveva altra identità per i signori del Giuoco Calcio che quella del tifoso.
Al tg che ho seguito, assetato si informazioni su questa vicenda che mi dimostra come per i tifosi sia possibile una nuova marcia su Roma, e che veramente l'Italia è una nazione fondata sul football, hanno mostrato un cartello dedicato all'assassinato. Diceva una cosa del tipo: in campo nemici, fuori amici.
Dovrei fermarmi sulla potenza della parola NEMICI.
Non lo voglio fare.
Un nemico lo si uccide.
Poi hanno mostrato dei simpatici signori amanti del Giuoco Calcio, allo stadio di Milano (lo deduco perché dei giocatori dell'Inter cercavano di calmarli), nel mentre infrangevano a calci, e mediante l'ausilio di un tombino di ferro (si, sto parlando di un cazzo di tombino di ferro), i vetri dello stadio.
Poi ho visto fiamme. Squaddracce di gente nero vestita con cappucci calati fino agli occhi, sciarpe legate sulla faccia, marciare indiganti per la morte di un tifoso. Ho visto una camionetta in fiamme.
Ho letto 1-100-1000 Raciti.
Ho saputo che a Parma hanno organizzato una marcia. Sempre i signori del Giuco del Calcio.
L'Italia è stata messa in ginocchio dai signori tifosi delle squadre di calcio.
L'Italia si indigna per il 'Calcio Violento'.
L'Italia vede ammazzare uno sbirro dopo una partita di calcio, e si indigna. Per 5 minuti i vertici del mondo del Giuoco Calcio fanno il muso duro, fanno il broncio, fanno quelli che si sono davvero molto molto arrabbiati. Molto. E pensano che si dovrebbero chiudere gli stadi.
Ma poi, gli stadi si sono spalancati.
PAM magia.
L'Italia vede un ragazzo ammazzato ad un autogrill, gli stadi contenenti i neo gladiatori armati di sciarpe calcistiche e bottiglie di birra riversarsi per le strade, e si indigna per il 'Calcio Violento'.
Un ragazzo ammazzato in un autogrill, che era un tifoso. Ammazzato in un autogrill ad Arezzo. Lo stadio era molto lontano. Molto.
Magari non ci sarebbe nemmeno entrato, magari avrebbe incontrato una ragazza bellissima e sarebbe rimasto a parlare con lei tutto il giorno.
Ma per i signori con le sciarpe in faccia, che si darebbero fuoco per la loro scuadra, che chiameranno loro figlio DiegoArmandoMaradona Rossi, o GigiBufffon De Marchi, FrancescoTotti Brambilla, quel ragazzo era solo un tifoso. Ammazzato da uno sbirro.
E pertanto, bisogna distruggere ogni cosa che possa lontanamente rappresentare, per somiglianza, ad uno sbirro. Schiacciare con lo stivale ogni cosa blu (attenti puffi), stritolare ogni cosa che contenga la parola Polizia o il suffisso -zia, i semafori in quanto sono la rappresentazione fisica del potere municipale, le auto, le case, le vetrine, i cartelli, le stazioni..
Guardiamoci in faccia. Smettiamola di dire che c'è un calcio malato. Signore con la barba direttore della Gazzetta dello sport che parli su Rai2, evita di dire che con la morte di questo povero ragazzo romano il Giuoco del Calcio è morto. Il Giuoco del Calcio è un fottuto Zombi.
Smettiamola di dire che ci sono le frange estreme e i bravi tifosi. Che loro non sono veri tifosi. Che non è giusto che tutti debbano soffrire per le colpe dei pochi.
Smettiamola soprattutto di cercare delle correlazioni logiche tra la morte di un povero ragazzo in un autogrill di Arezzo e le gesta dei signori dalla sciarpa al collo e dalla bottiglia di heineken in mano.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d'essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
<<Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Si?!>>.
Ascoltate!
Se accendono
le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?
Vladimir Majakovskij, 1914
(traduzione di Angelo Maria Ripellino)