"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce,
a se stessa non bada,
che tu la guardi non chiede"
- Angelo Silesio -
Eccomi
Nome: Andrea Guareschi Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
My name it means nothing
My fortune is less
My future is shrouded in dark wilderness
Sunshine is far away, clouds linger on
Everything I posessed - now they are gone
Oh where can I go to and what can I do?
Nothing can please me only thoughts are of you
You just laughed when I begged you to stay
Ive not stopped crying since you went away
The world is a lonely place - youre on your own
Guess I will go home - sit down and moan.
Crying and thinking is all that I do
Memories I have remind me of you
'Atemwende (Svolta del respiro) è il momento, la pausa impercettibile in cui l'essere vivente passa dall'inspirazione all'espirazione o viceversa; <<l'aria che ci tocca di respirare>> viene assunta, utilizzata ed infine restituita.
[..]
Fuori di metafora si puù intendere che il poeta assume la realtà che gli sta intorno, la elabora e utilizza per mezzo dell'Arte (Ars) e la restituisce come Poesia'
Paul Celan, 'La verità della poesia' Introduzione a cura di Giuseppe Bevilacqua.
Il francescano Pietro di Tewksbury disse ad un frate:
Tre cose sono necessarie per la salute temporale: il cibo, il sonno e il gioco.
Quindi ordinò a un frate malinconico di bere un calice pieno di vino eccellente, come penitenza. E non appena bevuto anche se controvoglia, gli disse: 'Carissimo fratello, se facessi frequentemente tale penitenza, avresti sempre miglior coscienza'.
Leggavo su La Repubblica, in merito al crollo della palazzina abusiva nei quartieri spagnoli di Napoli, che le donne residenti si lamentavano con queste parole 'Dove è lo stato in questi momenti?'.
Che la Chiesa Romana è stata fondata da Dio e da Dio solo.
Che il Pontefice Romano è l'unico che può essere giustamente chiamato universale.
Che lui solo può deporre o ripristinare i vescovi.
Che in qualunque concilio i suoi legati, anche se minori in grado, hanno autorità superiore a quella dei vescovi, e possono emanare sentenza di deposizione contro di loro.
Che il Papa può deporre gli assenti.
Che, fra le altre cose, non si possa rimanere nella stessa casa con coloro che egli ha scomunicato.
Che a lui solo è legittimo, secondo i bisogni del momento, fare nuove leggi, riunire nuove congregazioni, stabilire abbazie o canoniche; e, dall'altra parte, dividere le diocesi ricche e unire quelle povere.
Che solo lui può usare le insegne imperiali.
Che solo al Papa tutti i principi devono baciare i piedi.
Che solo il suo nome venga pronunciato nelle chiese.
Che questo sia il solo suo nome al mondo.
Che a lui è permesso di deporre gli imperatori.
Che a lui è permesso di trasferire i vescovi secondo necessità.
Che egli ha il potere di ordinare un sacerdote di qualunque chiesa voglia.
Che colui che egli ha ordinato può dirigere un'altra chiesa, ma non può mantenere posizioni inferiori; e che un tale non può ricevere gradi superiori da alcun altro vescovo.
Che nessun sinodo sia detto sinodo generale senza il suo ordine.
Che nessun capitolo e nessun libro sia considerato canonico senza la sua autorità.
Che una sentenza da lui emanata non possa essere ritirata da alcuno; e che soltanto lui, fra tutti, possa ritirarla.
Che egli non possa essere giudicato da alcuno.
Che nessuno osi condannare chi si appella alla Santa Sede.
Che a tale Sede vengano sottoposti i casi più importanti di ogni chiesa.
Che la Chiesa Romana non ha mai errato; né mai errerà per tutta l'eternità, secondo le Scritture.
Che il Pontefice Romano, se è stato eletto canonicamente, è senza dubbio alcuno fatto santo dai meriti di san Pietro; secondo quanto detto da san Ennodio vescovo di Pavia, e da molti santi padri che lo hanno sostenuto. Secondo quanto contenuto nei decreti di san Simmaco papa.
Che, per suo comando e col suo consenso, sia legale per un subordinato di presentare accuse.
Che egli possa deporre o ripristinare vescovi senza convocare un sinodo.
Che colui il quale non è in pace con la Chiesa Romana non sia considerato cattolico.
Che egli possa liberare i sudditi dall'obbligo di obbedienza a uomini malvagi.
Allora, qui va detto di un mio errore nello scrivere questo post, con le foto francesi. Ieri sera ho postato il link che si trova sotto, con la mia galleria, ma ho commesso un incredibile errore ed ho linkato un'immagine con una donnina molto molto amorale (sia l'immagine che la donnina, sio io che l'ho linkata). Un sms letto alle 3 di mattina mi ha comunicato dell'errore; ed ora il link è corretto e la donnina amorale non c'è più.
Certo la donnina amorale è interessante e lodevole, ma sono le foto francesi quelle che mi interessava mettere a disposizione del pubblico e non il mio interesse per le donnine amorale. Che comunque permane.
Drevant è un paesino minuscolo, nel dipartimento del Centre, nel cuore della Francia. Verde, ondulato, con dolci pendii, colline, boschi, casette di pietra dai tetti scoscesi, fiumi larghi e colmi d'acqua. La baguette è superlativa.
Passando per la Borgogna ti rendi conto della vastità della repubblica francese: la demografia in quei posti è bassissima e percorri in macchina un'autostrada nel nulla, attorniato da colline e boschi e pascoli abitati solo da mandrie di vacche bianche al pascolo. Così anche per 100-150 km. Poie entri nella città di Macon, e attraversi il fiume e ti sembra di no avere mai visto un fiume sopra un ponte.
La mattina piove, e fa freddo, e tira un vento che sa dell'autunno inoltrato italiano, il cielo è grigio fumo o bluastro. La notte le rane gracidano il loro concerto nei canali verdi.
I ricostruttori parlano francese, boemo, tedesco, sono persone cordiali, accumunati tutti da una passione che li spinge a fare centinaia di km per incontrarsi, per cucinare assieme e per duellare. E per bere assieme idromiele misto birra e vino speziato. Ognuno si presenta con un nome gallico che rispecchia una loro dote. I francesi non riescono a dire il nome 'Adui' (l'antico nome del fiume Adda): lo dicono con l'accento sulla I, come fosse Aduì, anche se glielo dici e ridici.
Io e Livio siamo ospiti degli Adui, gruppo di amici che lavora molto bene. Ci siamo fatti valere col pubblico francese, parlando nella loro lingua dei Galli Cisalpini d'Italia, della moneta che noi battiamo sul modello della dracma marsigliese, delle armi che portiamo..
Ho guidato per 10 ore di seguito, all'andata ed al ritorno. Ho bevuto il caffè che fanno in Francia ed ho capito che in quella terra è meglio mangiare la baguette che bere quella broda color marrone scuro.
Qui le foto che ho scattato agli amici Boemi e Francesi:
Quanto tempo. Mi è morto il pc. Ora è redivivo, uno zombi di silicio e metallo.
Domattina andrò in Francia, esattamente a Drevant, nel cuore della repubblica transalpina.
Sarò ospite di un gruppo di amici ad una ricostruzione storica gallo-romana.
La cittadina di Drevant sorge su un sito archeologico e noi saremo esattamente SUL sito. Se qualcuno capita lì, io sarò al fianco del teatro gallo-romano (all'estrema destra nella cartina sovrastante).
Sono molto contento di questo viaggio: la Francia per un ricostruttore celtico è la terra promessa, per diveri motivi che non sto cui a scrivere.
Il viaggio è condito di un po' di angoscia, primo perché in Francia non si scherza in tema di ricostruzione storica celtica ed i gruppi partecipanti 'hanno il cazzo duro' se mi passate la perifrasi, sia perché il 15 ho l'esame di storia medioevale e sono molto indietro e pertanto farò il viaggio (circa 1000 km da Parma) leggendo 'San Francesco d'Assisi' di Jacques Le Goff.
PS: Ho scoperto i Russian Cirlce..c'è chi li definisce emuli dei Pelican. In relatà non è così: dei Pelican riesco ad ascoltare solo City of Echoes (il brano, non l'album intiero), mentre dei Russian Circle adoro tutto l'albim.