"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -
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Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
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Francesco Musante
Francesco Musante è nato a Genova il 17, febbraio, 1950; in questa città si è diplomato al Liceo Artistico ed Accademia Albertina di Belle Arti di Torino sezione staccata di Genova. In seguito ha frequentato i corsi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Espone dal 1968. I suoi primi quadri, eseguiti tra il 1967 ed il 1969, sono ricerche astratte su grandi campiture. Nel 1969/70 si assiste ad una sorta di svolta in chiave pop. Sono di questo periodo suoi dipinti dedicati all’America. Dal 1975 in poi si dedica alla pittura figurativa, inizialmente elaborando una serie di figure femminili ispirate a Klint e alla Secessione Viennese.
Comincia anche il lavoro con la grafica e gli acquerelli dove s’intravedono i primi spunti narrativi e fantastici che contrad-distonguono la sua opera dal 1985 fino ad oggi, con una progressiva attenzione al dialogo tra immagini, parole, storie.
Dal 1968 ad oggi ha tenuto più di trecento mostre personali in Italia ed all’estero.
Ha partecipato a numerose collettive, tra le quali varie edizioni di ”Jeune Peinture” al Grand Palais di Parigi; alla mostra ”The Artist and the Book in 20th Century”, Museum of Modern Art, New York e Fondazione Guggenheim, Venezia.
Ha illustrato diversi libri di racconti e favole.
Qui una galleria delle immagini si Musante, da qui mi sono permesso di prendere la biografia.
Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
et volo sopra 'l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto 'l mondo abbraccio.
Tal m'à in pregion, che non m'apre né serra,
né per suo mi riten né scioglie il laccio;
et non m'ancide Amore, et non mi sferra,
né mi vuol vivo, né mi trae d'impaccio.
Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
et bramo di perir, et cheggio aita;
et ò in odio me stesso, et amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte et vita:
in questo stato son, donna, per voi.
sonetto 134
Petrarca
L'ho letto quest'oggi. Mi ha colpito. Lasciato sogghignante è in realtà la definizione corretta.
Vecchio bastardo di un Petrarca..

FIUME O MORTE!
Mio caro compagno, il dado è tratto! Parto ora. Domattina prenderò Fiume con le armi. Il Dio d'Italia ci assista. Mi levo dal letto, febbricitante. Ma non è possibile differire. Anche una volta lo spirito domerà la carne miserabile. Sostenete la causa vigorosamente, durante il conflitto. Vi abbraccio
Gabriele D'Annunzio