"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -

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Utente: Poetapunk
Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo, chi s'è bruciato non riprende fuoco. Ho puntato sulla dama di picche, e ho giocato l'asso di quadri. - Sergej Esenin -

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martedì, 21 ottobre 2008

Da www.repubblica.it

Firma per Roberto Saviano

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.


FIRMA ANCHE TU

No, non è una campagna arruolamenti.
Qualcosa di molto, molto più serio.

Postato da: Poetapunk a 12:10 | link | commenti (5)
memento

martedì, 14 ottobre 2008

Come l'anno scorso sto partecipando al concorso poetico on line indetto dal blog
http://www.volobliquo.splinder.com/

Un mio testo è stato selezionato nella seconda mance, assieme ad altri nove testi. Una giuria selezionerà il testo vincitore, che accederà alla finale.

I testi selezionati nella mance sono visualizzabili qui:
http://www.odilialiuzzi.com/un_battitodali/index.php

Il mio si intitola 'Atlante'.

Questo testo vinse il terzo premio al concorso poietico LIBERAPOESIAoff, indetto dall'Associazione culturale MateriaOff di Parma, all'interno del palinsesto del ParmaPoesia Festival 2008; segnalazione speciale al concorso internazionale di Poesia Padus Amoenus di Sissa, Parma.

Alcuni dei testi selezionati mi paiono proprio interessanti.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti.

Postato da: Poetapunk a 13:55 | link | commenti (3)
versi, cest moi

domenica, 12 ottobre 2008

Notte dell’inferno

Io ho deglutito un gran sorsata di veleno. - Tre volte sia benedetto il consiglio che m’è arrivato! - Le budella mi bruciano. La violenza del veleno mi torce le membra, mi rende deforme, mi getta a terra. Io crepo di sete, soffoco, io non posso gridare. È l’inferno, l’eterna pena! Guardate come il fuoco si rialza! Io brucio come bisogna. Va’, demonio!
Avevo intravisto la conversione al bene e alla felicità, la salvezza. Posso io descrivere la visione, l’aria dell’inferno non sopporta gli inni! Erano milioni di creature affascinanti, un soave concerto spirituale, la forza e la pace, le nobili ambizioni, che so io?
Le nobili ambizioni!
Ed è ancora la vita! - Se la dannazione è eterna! Un uomo che vuole mutilarsi è ben dannato, non è vero? Io mi credo in inferno, dunque ci sono. È l’esecuzione del catechismo. Io sono schiavo del mio battesimo. Genitori, voi avete fatto la mia disgrazia e voi avete fatto la vostra. Povero innocente! L’inferno non può attaccare i pagani. - È la vita ancora! Più tardi, le delizie della dannazione saranno più profonde. Un crimine, presto, che io caschi dal nulla, nel nome della legge umana.
Taci tu, ma taci tu!... È l’onta, il biasimo, qui: Satana che dice che il fuoco è ignobile, che la mia collera è orribilmente scempia. - Basta!... Errori che mi suggeriscono, magie, profumi falsi, musiche puerili. - E dire che reggo la verità, che io vedo la giustizia: io ho un giudizio sano e fermo, io sono pronto per la perfezione... Orgoglio. - La pelle della mia testa si secca. Pietà! Signore, io ho paura. Ho sete, tanta sete! Ah! l’infanzia, l’erba, la pioggia, il lago sulle pietre, Il chiaro di luna quando il campanile suonava le dodici... il diavolo è sul campanile, a quest’ora. Maria! Santa
Vergine!... Orrore della mia stupidità.
Laggiù, non ci sono delle anime oneste, che mi vogliono bene... Venite... Io ho un cuscino sulla bocca, loro non mi sentono, sono dei fantasmi. Poi, nessuno non pensa mai ad altri. che non ci si avvicini. Io sento lo sbruciacchiato, è certo.
Le allucinazioni sono innumerevoli. È proprio quello che io ho sempre avuto: più nessuna fede nella storia, l’oblio dei principi. Me ne starò zitto: poeti e visionari saranno gelosi. Io sono mille volte il più ricco, siamo allora avari come il mare.
Ah questa! l’orologio della vita s’è bloccato or ora. Io non sono più al mondo. - La teologia è seria, l’inferno è certamente in basso - e il cielo in basso. - Estasi, incubo, sonno in un nido di fiamme.
Che malizie nell’attenzione nella campagna... Satana, Ferdinando, corre con i grani selvaggi... Gesù cammina sui rovi porporini senza piegarli... Gesù camminava sulle acque irritate. La lanterna ce lo mostra ritto, bianco e con le trecce brune, sul fianco di un’onda di smeraldo...Io vo a svelare tutti i misteri: misteri religiosi o naturali, morte, nascita, avvenire, passato, cosmogonia, nulla. Io sono maestro in fantasmagorie.
Ascoltate!
Io ho tutti i talenti! - Non c’è nessuno qui e c’è qualcuno: io non vorrei sperperare il mio tesoro. - Si vuole dei canti negri, delle danze di ucrì? Si vuole che io sparisca, che io mi tuffi alla ricerca dell’anello? Si vuole? Io farò dell’oro, delle medicine.
Fidatevi dunque di me, la fede conforta, guida, risana.
Tutti venite, - anche i bambini, - che io vi consoli, che si espanda per voi il suo cuore, - il cuore meraviglioso! - Poveri uomini, lavoratori! Io non chiedo delle preci; con la vostra fiducia solamente, io sarò felice.
- E pensiamo a me. questo mi fa poco rimpiangere il mondo. Io ho la fortuna di non soffrirne più. La mia vita non fu che dolci follie, è deplorevole. Bah! facciamo tutte le smorfie immaginabili. Decisamente noi siamo fuori dal mondo. Più alcun suono. Il mio tatto è scomparso. Ah! mio castello, mia Sassonia, mio bosco di salici. Le sere, i mattini, le notti, i giorni...
Come sono stanco!
Io dovrei avere il mio inferno per la collera, il mio inferno per l’orgoglio, - e l’inferno della carezza; un concerto d’inferni. Io muoio di stanchezza. È la tomba, me ne vado ai vermi, orrore dell’orrore! Satana, burlone, tu vuoi dissolvermi, con i tuoi incanti. Lo reclamo. Lo reclamo! un colpo di forca, una goccia di fuoco. Ah, risalire alla vita! Gettare gli occhi sulle nostre deformità. E quel veleno, quel bacio mille volte maledetto! La mia fiacchezza, la crudeltà del mondo! Mio Dio, pietà, nascondimi, mi comporto troppo male! - Io sono nascosto e non lo sono. È il fuoco che rimonta con il suo dannato.

Una stagione all'inferno
- Artur Rimbaud -

Postato da: Poetapunk a 15:40 | link | commenti
versi, copyright, progetto pompadour

martedì, 07 ottobre 2008

Ad un ragazzo morto giovane
che non sentirà più le risa degli amici
che non sentirà più il vento sul viso
che non si sentirà piccolo guardando le stelle
che non ascolterà più la sua coscenza
che non guarderà più un tramonto
che non dirà mai quello che voleva dire
che non vedrà domani.
A quel ragazzo
             vorrei dire Addio.

Ciao, Gorro.


Morire a 24 anni d'infarto.
Morire o suicidarsi, lentamente, nella sregolatezza?


Postato da: Poetapunk a 11:18 | link | commenti (1)
memento, sul suicidio

domenica, 05 ottobre 2008

Ho fatto una borsa di lana cotta:





(le foto sono visualizzabili meglio a questo link)

Ovviamente non ho fatto io la lana cotta, ho solamente unito il tutto.
La borsa è stata un regalo di laurea per un'amica.

Postato da: Poetapunk a 13:35 | link | commenti (11)
cest moi