"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -
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Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
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Da www.unita.it:
È stata lapidata in pubblico su una piazza di Chisimaio, città portuale in Somalia meridionale, perchè accusata di adulterio: Aisha Ibrahim Dhuhulow aveva solo 23 anni, ma un tribunale fondamentalista delle deposte Corti islamiche aveva ordinato la macabra esecuzione.
Il capo coperto da un velo verde e una maschera verde, la giovane è stata condotta sul luogo del supplizio a bordo di un furgone, è stata infilata in una buca fino al collo, davanti a centinaia di persone, che si erano raccolte nella tarda serata di lunedì, nella città portuale 500 chilometri a sud di Mogadiscio. Per tre volte i suoi carnefici l'hanno tirata fuori per verificare se fosse morta. E quando i parenti furenti si sono scatenati cercando di soccorrerla è scoppiato il caos, le guardie hanno aperto il fuoco e un bimbo è rimasto ucciso.
«Ci era stata detto che lei stessa aveva riconosciuto la propria colpa, ma bisognava vederla come urlava, mentre la immobilizzavano legandole mani e piedi. A quel punto un congiunto le è corso incontro, tentando di aiutarla, ma gli integralisti di guardia hanno aperto il fuoco per fermarlo, e hanno ucciso un bambino». Secondo i familiari, Asha non ha ricevuto un processo coranico equo: «L'Islam», ha ricordato la sorella, «non permette che una donna sia messa a morte per adulterio se non si sono presentati pubblicamente l'uomo con cui ha avuto rapporti sessuali e quattro testimoni del fatto». I giudici fondamentalisti si sono però limitati a replicare che puniranno in maniera adeguata la guardia responsabile della morte del bimbo.
È il primo episodio del genere di cui si abbia notizia in Somalia da due anni: da prima cioè che, alla fine del 2006, le truppe del governo transitorio di Mogadiscio sconfiggessero le Corti islamiche con il determinante appoggio militare dell'Etiopia. I ribelli hanno però intrapreso una guerriglia difficile da contrastare, e lo scorso agosto si sono reimpadroniti di Chisimaio, imponendovi leggi ispirate alla più vieta concezione dell'Islam; in città, per esempio, è proibita qualsiasi forma di svago perchè considerata blasfema.
In realtà s'è scoperto che la ragazza tanto ragazza non era: aveva 13 anni.
Aisha Ibrahim Dhuhulow.
E nemmeno di adulterio. Ma di stupro bisogna parlare.
Aisha è stata stuprata da tre uomini. Ha avuto il coraggio di denunciare la violenza alla milizia Shabab, 'i giovani', intergalisti islamici che controllano Chisimaio.
Ha preteso giustizia da aguzzini che della giustizia se ne fanno uno spazzapiedi, nel nome di un dio personale che si chiama potere e comando e violenza e infamia.
La sua denunzia per loro è stata nu'ammissione di colpa. I tre uomini nemmeno arrestati.
l resto è quanto scritto sull'articolo sopra.
Grazie signori integralisti islamici somali.
Grazie a tutti voi.
Grazie per ricordare a tutti noi quanto possiamo essere bassi.
