"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -
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Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
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7. La Verità non è Una. Le verità non sono molte. Tertium datur: La Verità è un nonsense.
7 bis. La Verità non è una. Il metodo Scientifico scricchiola. Le verità non sono molte. Scricchiolano gli schemi concettuali e i metodi scientifici.
8. La Verità è un nonsense. L’oggetto della Verità è la Realtà, il Mondo. Ergo la Realtà è un nonsense ed essere un nonsense è ben diverso da non essere.’
Ed ancora: ‘Posso credere qualcosa non necessariamente perché la credo vera, se con credere intendo accettare qualcosa come criterio di azione. I motivi per credere sono molteplici
Sono Riccardo III ed il negro amante della regina dei Goti, Aronne..
Birch white
- Agalloch -

Fortunato Depero
Il restauro è firmato dall’architetto Renato Rizzi, e il progetto museografico è a cura di Gabriella Belli. Il visitatore ritroverà lo spirito delle intuizioni originali di Fortunato Depero, che in quelle sale voleva non solo esporre il proprio lavoro – arazzi, tele, giocattoli, grafica – ma anche offrire alla città un luogo dinamico di incontro e formazione. E si potranno anche vedere materializzati alcuni degli scorci delle architetture fantastiche così spesso sognate e disegnate da Depero stesso in tante opere.
I lavori, finanziati dal Comune di Rovereto e dal Mart, hanno messo in sicurezza l’edificio storico che in passato aveva ospitato la “Galleria Museo Fortunato Depero”, aperta il 1° agosto 1959.
Si trattava di una casa-museo ideata ed allestita dallo stesso Depero. L’edificio, in epoca tardo medievale sede del Banco di Pegni, si trova di fronte alla scalinata dell’antico Castello della città. Già negli anni Quaranta Fortunato Depero aveva proposto al comune di Rovereto un progetto per la creazione di una galleria permanente dove esporre tutta la sua opera. Contro il dettato futurista, che aveva messo al bando ogni tipo di musealizzazione dell’arte, Depero sognava di affidare alla storia la sua straordinaria vicenda d’uomo e d’artista.
L’amministrazione pubblica del tempo fu lungimirante: in un’epoca in cui il futurismo non era proprio in auge nella storiografia nazionale, volle comunque accogliere la proposta di questo suo amato cittadino, mettendo a disposizione lo spazio che oggi riapre al pubblico.
Fra il 1957 e il 1959 Depero si dedicò instancabilmente al suo progetto museale, destinandovi ogni energia, come testimoniano anche i numerosi schizzi, con i quali definisce la struttura, l'arredamento, le decorazioni e i rivestimenti. L’artista destinò l’entrata all’esposizione di incisioni, riproduzioni e fotografie. Una grande sala invece fu progettata per accogliere quasi come in una biblioteca le sue pubblicazioni e gli echi della stampa, mentre, sempre al piano terra, due grandi sale furono dedicate alla celebrazione della storia di Rovereto e al settore dellla sua opera grafica, bianco e nero.
Il 1 agosto 1959 il museo aprì alla sola presenza delle autorità cittadine e dell’artista. L'inaugurazione ufficiale, annunciata per il mese di settembre, sempre posticipata, non ebbe mai luogo. Conseguentemente all'aggravarsi delle condizioni di salute e alla sua impossibilità di lavorare, Depero impose la modifica della convenzione: il Consiglio comunale approvò, con delibera n. 12 dell'11 aprile 1960, il trasferimento al Comune della proprietà del patrimonio culturale dell'artista, a cui seguì il contratto di compravendita del 25 agosto 1960, in cambio di un vitalizio a lui e alla moglie. Depero morì il 29 novembre 1960.
e Rovereto.
18 febbraio 1940Bando di concorso per corti cinematografici horror
"...e nulla più"
07 febbraio 2009

L'associazione culturale Dreamland con la collaborazione dell'associazione Agenzia degli Incantesimi indicono all'interno di "...e nulla più", che si terrà a Parma presso il cinema Edison il giorno 07 febbraio 2009, un concorso di cortometraggi a tema Horror.
Le opere inviate dovranno, pena l'esclusione:
- avere una durata massima di 15 minuti (inclusi i titoli di testa e di coda);
- non costituire messaggi pubblicitari o industriali, ne contenere messaggi pubblicitari;
- non costituire e/o contenere video promozionali o videoclip;
- Le opere dovranno essere in lingua italiana o essere sottotitolate in lingua italiana.
La partecipazione al concorso è esente da quote d'iscrizione e quindi gratuita.
Durante la manifestazione verranno proiettati i tre migliori corti partecipanti al concorso
Le opere inviate dovranno essere in formato digitale DivX.
Le opere dovranno essere inviate al seguente indirizzo:
Il baco da pietra è una serpe che è di grande corpo ed è quasi tutto bianco e marrone, ed have in sé due proprie nature: ché egli per parte dell'anno si pone sotto terra che predilige grassa e umida, e non si sa se dorme o move. E come il sole giunge nell'ariete ne esce come da una grande forza mosso e vaga per la pianura.
L'altra natura si è che codesto baco emette un suono che talvolta pare voce umana e tanto più è il tempo che se ne è uscito di terra a primavera, tanto più è raro e arduo l'udirlo, e lo stesso suo corpo appare col tempo come arso e quasi dissolto dal sole, finchè, mutolito, torna dove proveniva.
E per questo suo infinito moto, può essere che il baco da pietra è quel verme che li antichi dicevano essere l'origine dell'uccello nominato fenice, che dal sole dopo mille e quattrocento e sessantuno anni era arso e da un verme nato dalle sue stesse ceneri, inumidite dalla madre natura, tornava a nuova vita.
E questo baco può assomigliare a li omini, che nascono da ventre caldo, vivono su la terra e ivi ritornano e così si succedono le generazioni, che ognuna porta il peso e l'eredità di quelle passate.
http://www.myspace.com/bachidapietra
http://www.rockit.it/magazine/album.php?x=00009316

Primo giorno dell'anno, di questo splendido nuovo anno, che sicuramente portarà pecunia dorata sulla testa dei mangiatori di lenticchie e che spazzerà con un sol colpo di straccio ogni rammarico ed impiccio del precedente.
Notte brava, notte manigolda per molti. L'unica cosa che a me interessa è svegliarmi per sentire il telegiornale ed essere ragguagliato sul darwinismo italico: il conteggio di morti e feriti.
Quanti ne sono morti quest'anno per l'idiozia di un petardo grande come la testa di loro madre? quante dita sono esplose per il sol dell'avvenire? quanti colpi sparati ad altezza uomo/casa/5° piano del palazzo?
Morale: solo 1 morto. Diverse dita. Parecchi bambini all'ospedale.
Ci sono studi anropologici-sociali al riguardo?
Cosa c'è nei geni dei napoletani che li spinge a fare esplodere mezza città? se non lo fanno vanno incontro a sanzioni? cosa direbbe Darwin, o Wallace? sono come lo sfoggio delle penne negli uccelli tropicali? più il botto è enorme e senza cognizione, più esplodono vetri, ferisce gente e fa tremare edifici?
Qualcuno mi sveli questo arcano della razza umana..