"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce,
a se stessa non bada,
che tu la guardi non chiede"
- Angelo Silesio -
Eccomi
Nome: Andrea Guareschi Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
Allora, qui va detto di un mio errore nello scrivere questo post, con le foto francesi. Ieri sera ho postato il link che si trova sotto, con la mia galleria, ma ho commesso un incredibile errore ed ho linkato un'immagine con una donnina molto molto amorale (sia l'immagine che la donnina, sio io che l'ho linkata). Un sms letto alle 3 di mattina mi ha comunicato dell'errore; ed ora il link è corretto e la donnina amorale non c'è più.
Certo la donnina amorale è interessante e lodevole, ma sono le foto francesi quelle che mi interessava mettere a disposizione del pubblico e non il mio interesse per le donnine amorale. Che comunque permane.
Drevant è un paesino minuscolo, nel dipartimento del Centre, nel cuore della Francia. Verde, ondulato, con dolci pendii, colline, boschi, casette di pietra dai tetti scoscesi, fiumi larghi e colmi d'acqua. La baguette è superlativa.
Passando per la Borgogna ti rendi conto della vastità della repubblica francese: la demografia in quei posti è bassissima e percorri in macchina un'autostrada nel nulla, attorniato da colline e boschi e pascoli abitati solo da mandrie di vacche bianche al pascolo. Così anche per 100-150 km. Poie entri nella città di Macon, e attraversi il fiume e ti sembra di no avere mai visto un fiume sopra un ponte.
La mattina piove, e fa freddo, e tira un vento che sa dell'autunno inoltrato italiano, il cielo è grigio fumo o bluastro. La notte le rane gracidano il loro concerto nei canali verdi.
I ricostruttori parlano francese, boemo, tedesco, sono persone cordiali, accumunati tutti da una passione che li spinge a fare centinaia di km per incontrarsi, per cucinare assieme e per duellare. E per bere assieme idromiele misto birra e vino speziato. Ognuno si presenta con un nome gallico che rispecchia una loro dote. I francesi non riescono a dire il nome 'Adui' (l'antico nome del fiume Adda): lo dicono con l'accento sulla I, come fosse Aduì, anche se glielo dici e ridici.
Io e Livio siamo ospiti degli Adui, gruppo di amici che lavora molto bene. Ci siamo fatti valere col pubblico francese, parlando nella loro lingua dei Galli Cisalpini d'Italia, della moneta che noi battiamo sul modello della dracma marsigliese, delle armi che portiamo..
Ho guidato per 10 ore di seguito, all'andata ed al ritorno. Ho bevuto il caffè che fanno in Francia ed ho capito che in quella terra è meglio mangiare la baguette che bere quella broda color marrone scuro.
Qui le foto che ho scattato agli amici Boemi e Francesi:
Quanto tempo. Mi è morto il pc. Ora è redivivo, uno zombi di silicio e metallo.
Domattina andrò in Francia, esattamente a Drevant, nel cuore della repubblica transalpina.
Sarò ospite di un gruppo di amici ad una ricostruzione storica gallo-romana.
La cittadina di Drevant sorge su un sito archeologico e noi saremo esattamente SUL sito. Se qualcuno capita lì, io sarò al fianco del teatro gallo-romano (all'estrema destra nella cartina sovrastante).
Sono molto contento di questo viaggio: la Francia per un ricostruttore celtico è la terra promessa, per diveri motivi che non sto cui a scrivere.
Il viaggio è condito di un po' di angoscia, primo perché in Francia non si scherza in tema di ricostruzione storica celtica ed i gruppi partecipanti 'hanno il cazzo duro' se mi passate la perifrasi, sia perché il 15 ho l'esame di storia medioevale e sono molto indietro e pertanto farò il viaggio (circa 1000 km da Parma) leggendo 'San Francesco d'Assisi' di Jacques Le Goff.
PS: Ho scoperto i Russian Cirlce..c'è chi li definisce emuli dei Pelican. In relatà non è così: dei Pelican riesco ad ascoltare solo City of Echoes (il brano, non l'album intiero), mentre dei Russian Circle adoro tutto l'albim.