"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce,
a se stessa non bada,
che tu la guardi non chiede"
- Angelo Silesio -
Eccomi
Nome: Andrea Guareschi Se si deve bruciare, che sia fino in fondo,
chi s'è bruciato non riprende fuoco.
Ho puntato sulla dama di picche,
e ho giocato l'asso di quadri.
- Sergej Esenin -
La ragione è la scoperta della verità o della falsità.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, libro III, parte I, Vizio e virtù in generale
Per primi, noi, abbiamo abolito la ragione, giocando il gioco del verosimile, usando parole suadenti per mimetizzare i nostri veri intenti. Non essendo più necessario distinguere tra vero e falso, ma solo sull'attendibile e l'incredibile. Una retorica del sentimento.
Il vedretto del fato è definitivo: due dei miei denti sono morti-->DEVITALIZZATI
ebbene, i miei due pre molari alti (non so come diavoolo dirlo: arcata alta? boh) sono stati entrambi defunti, a causa di carie interstiziali. Ovvero: che non si vedono.
Eppure il mio dentista dice 'Hai un'ottima dentatura'. Grazie.
La perdita di tempo è diventata cronica: l'esame di Storia della filosofia moderna, monografico su D. Hume mi attende, oramai, da troppo tempo. Ed io invece non studio. Attualmente sono perduto nella scrittura di un articolo sulla strumentazione musicale della cultura celtica nell'età del ferro: http://keltoi.splinder.com
articolo che, alla nascita. pensavo non mi prosciugasse, ma che invece si sta rilevando un abisso.
Ahm ecco qualcosa mi è venuto in mente.
Ieri arriva Gavazzoni tutto esaltato, dice:
<<Ho scopato con una...>>.
<<Buon per te. Lei chi era? Rosa Luxemburg? Isabel Allende?>>, rispondo.
<<No, Adriana. Una kompagna che ho conosciuto in un centro sociale. L'abbiamo fatto per provare il libero amore...>>.
<<Beh? Com'è stato?>>
<<Un'esperienza didatticamente educativa: ora ho capito perché nessno va più al cinema e non si vende più un libro...>>.
L'oggetto in sé non ha più importanza; importante è solo l'atto creativo con cui ci rivolgiamo ad un oggetto. Se questa cosa si traducesse nelle Poesia: nessuna importanza ad una donna particolare, ad un tramonto in sé, ma solo a come noi vediamo quella donna o quel tramonto. Che divengono solo un pretesto per l'atto scritturale. Altro non conta.
Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.
da Fuochi in novembre, 1934 Attilio Bertolucci
Credo in una Saggezza Intuitiva. Che non ha nulla a che fare con l'istinto, immediato, vòlto solo alla soddisfazione di un qualcosa nell'hic et nunc. Intuito ed istinto hanno a che fare tra loro come empatia e voluttà.
Ecco, io sono dalla parte dell'empatia. Se essa è possibile.
Assediato. Sono assediato, circondato, chiuso in casa.
Innanzi all'ingresso: righe tracciate sull'asfalto, arabeschi di numeri in un rosso fosforescente. Mappano la strada con strane caselle geometriche disegnate.
Sotto la mia finestra, nel grand spiazzo del mio vicino fabbro: uomini e donne ergono strutture, disseminano il selciato di tavoli e panche, carrelli elevatori si muovono all'indiatro con la sirena allarme. Mi hanno svegliato alle 8.30. Ma chissà da quanto andava avanti, chissà da quanto tempo stanno lavorando alle loro macchine d'assedio.
Domenica, cioè domani: Festa della Musica. Sotto la mia finestra, dice mio padre: ballerine della danza del ventre. Innanzi a casa, all'interno dello scacchiere arabescato rosso fosforescente: stand. Di cosa non so. Però indiscrezioni, piccole informazioni carpite col sotterfugio, indicano in un venditore di caramelle gommose la persona che si posizionerà anll'assedio del mio cancello.
Festa della Musica. A Carzeto.
Osservavo, seduto su un muretto, il camminare delle formiche, ed il loro incontrarsi.
Lo sfregamento delle antenne. Il riconoscimento. Il passare oltre.
Siamo noi come loro? Ci riconosciamo e passiamo oltre? O passiamo oltre e basta?
PS: forse potrebbe sfuggire che il foglio che osserva l'uomo iscritto è bianco, vergine.
Un vento nella notte, soffiano gli alisei
dal mar fino alle stelle, navigar vorrei!
Per mondi piú lontani, tu veleggiar potrai,
Su nuove rotte ci spinge un vento, soffiano gli alisei!
Su nuove rotte ci spinge un vento, soffiano gli alisei!
Che punizione terribile! Essere condannati per l'eternità in una scatola da gioco, di quelle in qui una volta aperta scatta la marionetta, col viso grottescamente ripiegato da un sorriso ghiacciato, abbigliata con colori rosso-verde e dei sonagli sul cappuccio. Essere la marionetta grottescamente sorridente. Scontare i propri peccati in una scatola di legno, giocattolo per bambini.
Essere irato ed osservatore della propria ira: chi si ferma a guardarsi vivere sospende la vita.
Non è possibile un'osservazione minuziosa dei propri stati d'animo, nel mentre infuria la tempesta. E' invece possibile ricordare la tempesta, ogni singola nube, il rumore scrosciante dell'acqua che si riversa sul selciato, i lampi, uno ad uno ogni singolo elemento. Allora, nel ricordo, nella vivisezione della memoria, il nostro sentimento viene steso adagiato sul lettino operatorio, ed inizia la disamina del sé..
Ambrogio Antonio Alciati, Il convegno, 1918
olio su tavola, cm 64 x 57
Ora alla mostra Il bacio, scuderie del castello, Pavia
7. La Verità non è Una. Le verità non sono molte. Tertium datur: La Verità è un nonsense.
7 bis. La Verità non è una. Il metodo Scientifico scricchiola. Le verità non sono molte. Scricchiolano gli schemi concettuali e i metodi scientifici.
8. La Verità è un nonsense. L’oggetto della Verità è la Realtà, il Mondo. Ergo la Realtà è un nonsense ed essere un nonsense è ben diverso da non essere.’
Ed ancora: ‘Posso credere qualcosa non necessariamente perché la credo vera, se con credere intendo accettare qualcosa come criterio di azione. I motivi per credere sono molteplici
Luther Blissett, Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0
Le persone festeggiano la notte dell'ultimo dell'anno come se effettivamente segnasse un passaggio. La fine di qualcosa; il cessare.
La gente attende con ansia e trepidazione la 'last day night', comperando abiti appositi, fecendo spese in cibi e bevande, augurando via sms un 'buon fine anno, e buon inizio anno'.
L'ultima notte dell'anno.
Domani, anno nuovo.
Quindi vita nuova.
Ché ogni tribolazione svanisce. E' il nuovo anno.
Ogni scadenza viene annullata, ogni male scompare, ogni problama dissolto.
L'ultima notte dell'anno è un colpo di straccio sulla vita dell'anno che si chiude.
La gente compie follie pur di essere nel tal posto quella sera (questa sera). La gente spende ciò che non ha pur di essere nel dato posto quella sera (questa sera). La gente sa che sta facendo cose non consone quella sera (questa sera), ma 'è l'ultimo dell'anno', ed ogni cosa è permessa.
Non ci si pensa più.
C'è una sorta di cesura; si erige un muro. L'anno che finisce varrà rivisto come sotto la lente, con distacco, con lontananza. Perché si è nell'anno nuovo. E la vita è un'altra.
Sapete cosa dirò? Che sono alle prese col nuovo libro di Arturo Pérez Reverte, sul Capitano Alatriste. Che sono esploso di gioia smargiassa quando nel capitolo II, un periodo si chiude con 'Perché la storia di Venezia merita, accidenti, un libro a parte'. Siano gettati sul rogo libri e libri, ma vivaddio, non gli scritti di Reverte.
'Dimostrando così che non c'è follia che l'uomo non sia disposto a compiere, abisso in cui non sia pronto a gettarsi e situazione in cui il diavolo non approfitti, quando c'è di mezzo una donna.'
Dirò anche che mi rammarico seriamente di avere incontrato la poesia e i saggi (ché io di narrativa breve poco mi curo) di Jorge Luis Borges solo di questi tempi. Che se qualcuno si può sentire invidioso dei soldi incassati da Moccia o da una donna che ha scritto sull'arte del baciare (vedasi la notte a Manhattan di stasera, con una direttrice d'orchestra di baci, che coordina appassionati baci, sulle note di tre assiomi bacistici), io mi ritrovo invidioso delle parole scritte da quell'argentino non molto amante della democrazia.
Infomerò anche che sono venuto a capo del fatto che la poesia di Proust non fa al caso mio, dopo un rgadito regalo che mi ha portato a leggere i suoi sonetti. Ché non c'è poesia come quella di Puckin o di Esenin e dei loro temporali e bettole.
È stata lapidata in pubblico su una piazza di Chisimaio, città portuale in Somalia meridionale, perchè accusata di adulterio: Aisha Ibrahim Dhuhulow aveva solo 23 anni, ma un tribunale fondamentalista delle deposte Corti islamiche aveva ordinato la macabra esecuzione.
Il capo coperto da un velo verde e una maschera verde, la giovane è stata condotta sul luogo del supplizio a bordo di un furgone, è stata infilata in una buca fino al collo, davanti a centinaia di persone, che si erano raccolte nella tarda serata di lunedì, nella città portuale 500 chilometri a sud di Mogadiscio. Per tre volte i suoi carnefici l'hanno tirata fuori per verificare se fosse morta. E quando i parenti furenti si sono scatenati cercando di soccorrerla è scoppiato il caos, le guardie hanno aperto il fuoco e un bimbo è rimasto ucciso.
«Ci era stata detto che lei stessa aveva riconosciuto la propria colpa, ma bisognava vederla come urlava, mentre la immobilizzavano legandole mani e piedi. A quel punto un congiunto le è corso incontro, tentando di aiutarla, ma gli integralisti di guardia hanno aperto il fuoco per fermarlo, e hanno ucciso un bambino». Secondo i familiari, Asha non ha ricevuto un processo coranico equo: «L'Islam», ha ricordato la sorella, «non permette che una donna sia messa a morte per adulterio se non si sono presentati pubblicamente l'uomo con cui ha avuto rapporti sessuali e quattro testimoni del fatto». I giudici fondamentalisti si sono però limitati a replicare che puniranno in maniera adeguata la guardia responsabile della morte del bimbo.
È il primo episodio del genere di cui si abbia notizia in Somalia da due anni: da prima cioè che, alla fine del 2006, le truppe del governo transitorio di Mogadiscio sconfiggessero le Corti islamiche con il determinante appoggio militare dell'Etiopia. I ribelli hanno però intrapreso una guerriglia difficile da contrastare, e lo scorso agosto si sono reimpadroniti di Chisimaio, imponendovi leggi ispirate alla più vieta concezione dell'Islam; in città, per esempio, è proibita qualsiasi forma di svago perchè considerata blasfema.
In realtà s'è scoperto che la ragazza tanto ragazza non era: aveva 13 anni. Aisha Ibrahim Dhuhulow.
E nemmeno di adulterio. Ma di stupro bisogna parlare.
Aisha è stata stuprata da tre uomini. Ha avuto il coraggio di denunciare la violenza alla milizia Shabab, 'i giovani', intergalisti islamici che controllano Chisimaio.
Ha preteso giustizia da aguzzini che della giustizia se ne fanno uno spazzapiedi, nel nome di un dio personale che si chiama potere e comando e violenza e infamia.
La sua denunzia per loro è stata nu'ammissione di colpa. I tre uomini nemmeno arrestati.
l resto è quanto scritto sull'articolo sopra.
Grazie signori integralisti islamici somali.
Grazie a tutti voi.
Grazie per ricordare a tutti noi quanto possiamo essere bassi.
Hazel, un’allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, infatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe… e questo è solo l’inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitospino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e lo struzzorana (una rana con il corpo da struzzo). E' l'inizio di un'incredibile avventura in cui niente è come sembra e la realtà può diventare più stupefacente della fantasia.
«Una fiaba grottesca, un’affascinante viaggio negli incubi dei bambini di oggi.» Daily Telegraph
«L’immaginario di Lewis Carroll si fonde con la narrativa di Mark Haddon. Il risultato è un romanzo bellissimo.» Lovereading
«Più eccitante di una favola nera dei fratelli Grimm, il romanzo di Leander Deeny si legge tutto d’un fiato e torna a farti visita durante la notte.» Reading Matters
Me lo ha regalato mia sorella, per il mio compleanno. E' davvero piacevole; ha il sapore di Burton, i disegni alla Edward Gorey, gli intrecci grotteschi di Philip Ardag. Davvero un bellissimo scritto
Il francescano Pietro di Tewksbury disse ad un frate:
Tre cose sono necessarie per la salute temporale: il cibo, il sonno e il gioco.
Quindi ordinò a un frate malinconico di bere un calice pieno di vino eccellente, come penitenza. E non appena bevuto anche se controvoglia, gli disse: 'Carissimo fratello, se facessi frequentemente tale penitenza, avresti sempre miglior coscienza'.
Leggavo su La Repubblica, in merito al crollo della palazzina abusiva nei quartieri spagnoli di Napoli, che le donne residenti si lamentavano con queste parole 'Dove è lo stato in questi momenti?'.
Tornare sulla scena, come un surfista diventato ormai vecchio, che troppa birra calda ha bevuto, sulla spiaggia ad osservare e provare rabbia mischiata a gelosia i nuovi campioni.
Ieri mi è arrivata una posta prioritaria, dalla Puglia. Ho concorso ad un concorso artistico in quella terra. Partecipato con un testo particolare, una 'poesia visiva', a metà strada tra un calligramma apollineriano (Il pleut) e Mallarmé (Un colpo di dadi on potrà cancellare il fato).
Non ho affatto vinto; non mi sono classificato da nessuna parte; ho concorso alla sezione Poesia con un testo audace, e l'audacia non è stata ricompensata. Certo, se un testo non vale, non si aggiudica nulla. E' la giusta e corretta selezione naturale.
Erano diverse le varie sezioni del concorso, Premio Artistico Internazionale “Liberarte” e “Mattinata in arte”, indetto a Mattinata, provincia di Foggia.
Dicevo, ieri mi arriva questa prioritaria, in cui mi si informa che sono, da non vincitore, comunque stato selezionato per la partcipazione all'Antologia del concorso. Previo pagamento di euro 30 per aggiudicarsi una pagina sul suddetto testo antologico. Ovvero: non ho vinto nulla, ma mi si propone di guadagnari la fama imperitura et la gloria mediante la modica cifra di 30 euro (o 20 per pagina se ne prenoto 2 di pagine ecc..) che mi permetteranno di precisare la mia presenza sull'antologia.
Ora: che fare? pagare i 30 euro, ottenere la pagina su cui far imprimere il mio testo avanguardistico non vincitore e farmi recapitare a casa le due copie dell'antologia che mi spettano, oppure dire 'No, grazie'?
Beh, ci sono divere ragioni per entrambe le risposte.