"La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, che tu la guardi non chiede" - Angelo Silesio -

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Utente: Poetapunk
Nome: Andrea Guareschi
Se si deve bruciare, che sia fino in fondo, chi s'è bruciato non riprende fuoco. Ho puntato sulla dama di picche, e ho giocato l'asso di quadri. - Sergej Esenin -

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venerdì, 16 gennaio 2009



Il 16 gennaio 1969, lo studente di filosofia Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao a Praga, innanzi alla scalinata del museo nazionale, per contestare l'entrata militare delle truppe sovietiche nella città.

Morì 3 giorni dopo..

Postato da: Poetapunk a 19:11 | link | commenti
memento, sul suicidio, è solo fotografia

martedì, 07 ottobre 2008

Ad un ragazzo morto giovane
che non sentirà più le risa degli amici
che non sentirà più il vento sul viso
che non si sentirà piccolo guardando le stelle
che non ascolterà più la sua coscenza
che non guarderà più un tramonto
che non dirà mai quello che voleva dire
che non vedrà domani.
A quel ragazzo
             vorrei dire Addio.

Ciao, Gorro.


Morire a 24 anni d'infarto.
Morire o suicidarsi, lentamente, nella sregolatezza?


Postato da: Poetapunk a 11:18 | link | commenti (1)
memento, sul suicidio

venerdì, 22 febbraio 2008



Questi sono momenti che vanno gustati..
oh se vanno gustati..

Sì, è vero, questa fotografia spezza il mio blog. Ma ritengo che l'umanità debba vederla..

mi domando solo PERCHE'?

Postato da: Poetapunk a 22:27 | link | commenti (9)
memento, sul suicidio, è solo fotografia

mercoledì, 26 dicembre 2007

I TRUZZI

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Truzzo

Ebbene si..



Loro sono in mezzo a noi..
walking among us (ah..cari Misfits)

Postato da: Poetapunk a 12:59 | link | commenti (25)
memento, sul suicidio

sabato, 31 marzo 2007

Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Mio caro, tu sei nel mio cuore.
Il distacco predestinato
Promette un incontro futuro.

Arrivederci, amico mio, senza saluto, senza parole,
Non essere triste e non aggrottare le sopracciglia, -
In questa vita morire non è cosa nuova,
Ma anche vivere, certamente, non è novità.

Sergej A. Esenin, 27 dicembre 1925



Questi versi sono gli ultimi attribuiti a Esenin. Li scrisse il 27 dicembre. Venne trovato il 28 dicembre, verso le 10-11 di mattina, impiccato con una cinghia al tubo della stufa, in una stanza dell'Hotel Angleterre in Ulica Bol'šaja Morskaja n. 39, a Leningrado.

Sono scritti col sangue. Il suo sangue.

Ho scelto la traduzione dal russo di Eridano Bazzarelli, ed. Bur, 2000 "Poesie e Poemetti", scartando la traduzione che si può trovare su Wikipedia e quella che si può trovare sullo splendido sito del poeta Massimo Rossi. La traduzione di Bazzarelli mi piace molto di più. Specialmente gli ultimi 2 versi.

Sono diverse le storie, leggende, dietro la morte di Esenin, il Poeta Teppista, il poeta dei malavitosi, della campagna, dei contadini.
Mi colpì parecchio leggere Varlam Šalamov: nei "Racconti della Kolyma", Esenin trovava posto nella vita quotidiana dei malavitosi finiti in gulag a scontare le loro pene contro lo stato. I versi di Esenin venivano tatuati sul corpo, citati, masticati e ricordati. In un mondo, quello del gulag, in cui null'altro era importante se non la sopravvivenza, al freddo, alle vessazioni, alle violenze fisiche e mentali, i versi di Esenin erano portati con orgoglio, incisi sul corpo.

Ebbene, Esenin si suicidò. O venne fatto suicidare. Si suicidò, per la Russia, nonostante sul suo corpo vennero trovati un taglio sul braccio destro (dal quale, secondo le testimonianze, egli estrasse il sangue per l'ultimo 'addio'), escoriazioni e una tumefazione sotto l'occhio sinistro.


Il referto medico indicava che la morte avvenne a causa della rottura della spina dorsale. Nella biografia del Bazzarelli, si legge "La stanza era comunque tutta sporca di sangue".

Un suicidio molto truculento. Era nato il 21 settembre 1895, cioè il 3 ottobre del calendario europeo.

Postato da: Poetapunk a 17:52 | link | commenti (1)
venezia, versi, copyright, artisticamente parlando, sul suicidio

lunedì, 06 novembre 2006

Suicidio: morte procurata dalla stessa vittima

http://primadipartire.weblogs.us/

Chi sono davvero.

July 11th, 2005

Ops, scusate, ho anticipato i tempi.

Ops, scusate, ho detto delle bugie.

Non mi chiamo Luca K, ma Ciro E. Milani.
Non sono un impiegato ma un libero professionista.
Non abito nell’hinterland di Milano ma a Lodi.

Non volevo suicidarmi il 20 luglio perche’ erano giusto tre mesi etc etc, ma volevo suicidarmi il 10luglio.

E’ un anniversario.

Non mi suicido per via dell’anniversario, mi suicido perché… beh, è lungo da spiegare.

L’anniversario è giusto per dare una data.

Dubbi sulla mia identità? Qualche giorno fa ho postato un articolo “diamo i numeri”. Compariva un numero: 30938.
Scrivetelo al contrario: 83903.
E’ il mio numero di tessera dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, elenco dei pubblicisti. (Sfogliate l’annnuario dell’ordine giornalisti di Milano, e vedrete il mio nome).

Ciao a tutti, è tardi, sono stanco, vado a suicidarmi.

E’ un po’ diverso da come me l’aspettavo.


 



Mi rendo conto di stare prostituendo la morte di un Suicida..


Postato da: Poetapunk a 18:41 | link | commenti
sul suicidio